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NOTE SULLA MIA ESPERIENZA DI MADRE DI GEMELLI

Sono la mamma di una bambina ormai di 4 anni e di due gemelli G. ed L. di undici mesi.

A distanza di due anni e mezzo dalla prima gravidanza con gioia e stupore è arrivata una nuova maternità.

Quando il ginecologo mi ha informato che aspettavo dei gemelli per un attimo ho smesso di respirare, poi sono stata travolta da un vortice di pensieri, per lo più positivi. Una famiglia numerosa è sempre stato un mio desiderio; e sapere che i bimbi nella mia pancia erano in buona salute mi dava coraggio.

Inoltre vedere mio marito soddisfatto e tranquillo, ed e miei genitori felici mi ha reso serena e propositiva.

Anche perché avere una squadra d’appoggio in previsione dell’arrivo di ben due neonati da accudire era ciò di cui avevo bisogno.

Ho subito pensato a quanto sarebbe stato importante, e impegnativo, gestire nel modo migliore l’arrivo dei fratellini nei riguardi della primogenita che aveva goduto fino a quel momento in maniera esclusiva degli spazi, dei giochi, e soprattutto degli affetti.

Nel corso della gravidanza ho cercato di prepararla alla novità nel modo migliore, leggendole dei libri sul tema, parlandole molto, e dedicandole attenzione e tempo. Naturalmente tutto ciò non ha impedito che la bimba provasse dei risentimenti verso questi piccoli invasori, ma ha reso possibile lo sviluppo graduale del rapporto affettivo ed il contestuale attenuarsi delle pulsioni aggressive.

Sono convinta che la convivenza con i fratellini svilupperà in lei doti preziose, come l’empatia, la tenerezza, la capacità di interpretare i segnali dell’altro (pianti, sorrisi, urletti, gesti). E d’altra parte che l’aiuterà ad accettare, e metabolizzare, le inevitabili frustrazioni dei desideri egocentrici dell’infanzia: in altre parole che l’aiuterà a crescere.

Vedo con gioia che già oggi ha moti protettivi verso i fratelli più piccoli interpretandone alcune esigenze e richiamando su di esse la mia attenzione:

  • guarda mamma che la sorellina ha sonno perché si strofina gli occhi con le manine;
  • mamma il fratellino vuole giocare con me: mi cerca, mi vuole.

Penso che in futuro, se vorrà essere madre, sarà bravissima.

Il ricordo dei tempi in cui c’erano i fratellini piccoli, le ninnenanne sussurrate, le coccole tutti insieme sul tappetone saranno lontani ma non dimenticati: sono sicura che le sensazioni resteranno nel suo cuore e nella sua mente.

I miei sono gemelli dizigoti, non identici, per sesso, tratti somatici, ed anche nel modo di relazionare, sia tra loro che con l’esterno. G. è più espansiva ed aperta; mentre L. è riflessivo e determinato.

Certo da sempre insieme, hanno i loro codici per comunicare: con il tatto e l’emissione di suoni gutturali. Già dalle ecografie guardavamo attoniti come si cercavano, urtando ognuno la testa dell’altro. Alla nascita è stata un’emozione vedere questi due “fagottini” nella stessa culla, rivolti uno verso l’altro che si sfioravano e dormivano toccandosi con le teste, quasi a ripetere i gesti sperimentati nella pancia.

Anche sul passeggino si cercano e tendono a tenersi per mano.

A distanza di un anno, pur manifestando attitudini e personalità differenti, mostrano un grande interesse a svolgere attività comuni.

A volte li sistemo in punti distanti sebbene nella stessa camera, e loro gattonando tendono ad avvicinarsi e condividere lo stesso tipo di gioco.

Ad undici mesi per la prima volta hanno sillabato ma-ma e poi pa-pà a distanza di due o tre giorni l’uno dall’altro.

Cosa che mi ha provocato un’emozione indescrivibile, insieme alla sorpresa per lo sviluppo di questa facoltà praticamente in contemporanea.

La sera la casa è un vero campo di battaglia, ed a volte il nervosismo e la stanchezza si fanno sentire. Mentre riordino sorrido da sola ripensando ai loro gridolini di gioia, al sentirmi riconoscere e chiamare mamma; ed al sentire la primogenita dire mentre gioca con le bambole che desidera avere cinque figli. Spero che non stiano vivendo così male in questa confusa famiglia numerosa dove circola tanto amore, anche se condito a volte con qualche rimprovero.