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Doppia Meraviglia: nutrire i gemelli e vivere sereni

(Lisa Melandri – Pediatra neonatologa – U.O. Nido – Ospedale E. Franchini- Montecchio Emilia – ASL di RE)

Questo breve articolo ha lo scopo di aiutare le mamme di gemelli in uno dei momenti più intensi della vita. Lo scrivo da Pediatra, che lavora ogni giorno tra neonati e neogenitori, ma soprattutto lo scrivo da Mamma di Gemelli.

Il primo consiglio che mi sento di dare è di prendere consapevolezza della ‘sindrome di Wonder-Woman’ (io per prima, non sono ancora guarita): chi diventa mamma di gemelli percepisce da subito l’orgoglio di essere diversa dalla maggior parte delle mamme e si sente investita di un ruolo speciale, mistico e quasi sovrannaturale, che la porta a pretendere molto di più da se stessa.

Bellissima sensazione, senza dubbio, peccato tuttavia che possa portare a livelli di apocalittica stanchezza, derivata dalle manie di controllo eccessivo e spesso dall’ incapacità di delegare ad altri alcuni aspetti della gestione familiare.

Esserne consapevoli rappresenta il primo passo per rendersi conto che a volte bisogna chiedere aiuto: aiuto per quello che riguarda lavori domestici, spesa, bollette ed amenità varie, ma anche supporto per le problematiche di allattamento, che sorgono inevitabilmente quando il neonato è uno, figuriamoci se sono due (o più di due).

Tutti i siti, tutti i libri e tutti gli articoli che troverete sull’argomento ‘allattamento gemelli’ vi diranno che allattare al seno i gemelli è possibile, e lo è davvero!

Quello che non tutti vi diranno è che ogni storia di allattamento è completamente diversa, diametralmente opposta, drammaticamente non confrontabile con quella di chiunque altro.

Dovrete trovare il ‘vostro’ modo, la vostra personale modalità, che potrà modificarsi ogni singolo giorno, minuto o istante, a seconda di come vi sentirete voi e di quello che i vostri figli vi chiederanno.

Il mio consiglio è di ascoltare i vostri bambini, più di chiunque altro, di sintonizzarvi sulla loro frequenza, cercando di comprendere e apprendere i loro messaggi.

Solo loro potranno dirvi se sono soddisfatti, se stanno bene, se si sentono capiti: si tratta solo di mettere da parte per un attimo l’ansia e guardarli. Uno per uno, con pazienza.

In questo potrebbe essere utile e calmante (per voi e per loro) il contatto ‘pelle-a-pelle, mettendo i bambini nudi sul vostro petto nudo. Non sottovalutate il potere di questa semplice pratica: distende, rilassa e al contempo riattiva nella ricerca del seno anche i neonati più confusi.

Il punto chiave per un buon allattamento è che il seno dovrà essere stimolato molto, moltissimo, soprattutto all’inizio, fin dalle prime ore dopo il parto: l’unico modo (vero e dimostrato), per aumentare la produzione del latte materno è la stimolazione del seno, ottenuta attaccando i neonati oppure utilizzando un tiralatte (manuale o meccanico).

Bisognerebbe mettersi da subito nell’ordine di idee che nelle prime settimane il neonato chiederà letteralmente a gran voce  di stare attaccato al seno in maniera sub-continua.

E lo stesso faranno due (o più) neonati.

Nel caso dei gemelli l’ideale è farli poppare contemporaneamente, stimolando in maniera massiva la Prolattina (l’ormone che attiva la produzione del latte), così da favorire il riposo della mamma nei brevi momenti di tregua. La suzione di due bocche rappresenta uno stimolo molto più potente che,  facendo aumentare il latte, consentirà anche di allungare gradualmente gli intervalli tra le poppate.

Qualora uno dei due fosse più vigoroso dell’altro, l’attacco in contemporanea favorirà la fuoriuscita del latte anche dall’altro seno, rendendo più facile l’alimentazione del gemello più debole.

Teniamo presente però che ogni neonato è diverso, e ciò che vale per l’uno, potrebbe non essere la scelta giusta per l’altro, anche nel caso di gemelli identici; per questo bisognerebbe essere pronti a gestire, se occorre, due modalità di nutrizione totalmente diverse.

E’ molto importante utilizzare il periodo di degenza in ospedale chiedendo tutto l’aiuto possibile per imparare ad attaccare i bambini correttamente: non è sempre facile come sembra o come vi viene raccontato.

Mille sono le variabili che possono interferire: caratteristiche del neonato (peso, epoca gestazionale, conformazione della bocca…) e della mamma (forma e dimensioni di mammelle e capezzoli, stanchezza e tristezza, esperienze precedenti di allattamento, ipotiroidismo, diabete gestazionale..).

Per i gemelli è utile essere aiutate nel provare le posizioni per l’allattamento simultaneo (vedi immagine), per trovare quelle che vi sembrano più comode e congeniali per voi e i vostri bambini, tenendo presente che nel tempo le preferenze di tutti e tre potrebbero modificarsi.

I Consultori per l’allattamento, E IL PEDIATRA presenti sul territorio, sono lo spazio ideale nel quale potrete trovare supporto anche dopo la dimissione dal Nido. Ricordatevene sempre.

Se i piccoli dovessero avere difficoltà ad attaccarsi al seno (per la prematurità o per il basso peso, ad esempio), potrete iniziare la stimolazione del seno con il tiralatte cercando di spartire tra i due bambini il latte spremuto, che potrà essere eventualmente integrato con il latte artificiale.

Potrebbe volerci un po’ prima di vedere scendere qualche goccia, soprattutto se avete fatto un cesareo e/o se siete alla prima esperienza, ma anche quella singola goccia è importante per i vostri bambini.

La stimolazione del seno dovrebbe essere effettuata ad intervalli regolari (circa ogni 3-4 ore), per mimare il più possibile l’attacco del neonato e far aumentare il latte prodotto.

Questo ve lo dice la Pediatra, mentre la Mamma di Gemelli fa una serie di considerazioni: poniamo che  l’intervallo tra le poppate sia di circa 3 ore, contando la durata del pasto per ogni bambino, il cambio dei due pannolini, il tempo delle coccole per farli riaddormentare e gli eventuali imprevisti,  avrò al massimo 1 ora -1 ora e mezza di riposo tra una poppata e l”altra. Mi devo sentire in colpa se a un certo punto abbandono la pratica del tiralatte per dormire un po’ e ripiego sul latte artificiale? La risposta è no.

Mai sentirsi in colpa. L’impegno è doppio, la fatica è doppia e doppia è la deprivazione di sonno.

L’ho già detto: non esiste un solo modo di allattare. Gli stessi gemelli potrebbero richiedere tempi e modi differenti. Potrete attraversare una fase di allattamento misto e poi approdare al solo seno, o viceversa. Potrete proseguire con la spremitura e poi dover integrare con latte artificiale. Gli scenari sono moltissimi. Quello che conta è fare quello che è in vostro potere per sopravvivere e dare il meglio per i vostri gemelli. Per ciascuno di loro.

 

In sintesi:

– chiedi aiuto (alla tua famiglia, al Pediatra ed al Consultorio)

– fai il ‘pelle-a pelle’

– se puoi, attaccali spesso e insieme

– trova il tuo modo per nutrire ciascuno di loro

– osserva con orgoglio e soddisfazione le meraviglie che hai generato

 

 

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