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Quando arrivano i gemelli…

 

Perché arrivano dei gemelli?

Negli ultimi anni il numero di parti gemellari è sicuramente in aumento. Le cause sono, solo in parte, note. Prima di tutto l’età in cui vengono concepiti i bambini si è alzata, e questo aumenta la probabilità di una gravidanza a rischio o gemellare. Inoltre, spesso, anche in correlazione con l’età, le coppie ricorrono a un “aiuto” dal mondo medico che può, a suo a volta, rendere probabile la fecondazione di più ovuli.

Certamente, per quello che riguarda i gemelli eterozigoti, esiste, anche, una forte componente genetica, che però viene ricondotta solo alla madre. Se dunque una donna ha nella propria famiglia (sfatiamo la storia del salto di generazione!) dei gemelli, esiste una certa probabilità che possano essere concepiti.  Esistono, poi, cause molto meno chiare: genericamente si parla di “aspetti ambientali”, dentro cui possono stare infinite e possibili con-cause.

Gemelli monozigoti o eterozigoti?

I gemelli possono essere monozigoti, quando cioè lo sviluppo di due embrioni deriva dalla stessa cellula fecondata, oppure eterozigoti, quando sono due gli ovuli fecondati. Nel primo caso i bambini condividono esattamente lo stesso patrimonio genetico, mentre nel secondo caso si parla di “fratelli” gemelli, nel senso che questi due bimbi crescono nella pancia della mamma contemporaneamente, ma hanno due DNA completamente differenti e possono essere anche di sesso diverso. Nel caso di gemellarità superiori a due si tratta di eterozigoti.

Questa differenza è sostanziale. Se, infatti, pensiamo ai gemelli monozigoti, sappiamo che nella loro vita essi dovranno per sempre fare i conti con il fatto che le persone faranno fatica a riconoscerli, ma non solo. Loro stessi avranno una percezione di se’ molto particolare, in quanto destinati ad essere sempre, in qualche modo, “allo specchio” con qualcuno che è altro, ma nel contempo identico. Esperienza questa, dal punto di vista psicologico, molto complessa e affascinante.

Non a caso i gemelli monozigoti sono stati molto studiati anche dagli scienziati, in quanto hanno consentito di scoprire molto a proposito delle influenze dell’ambiente e delle relazioni, sullo sviluppo. Se pensiamo, infatti, che questi bambini da principio sono identici in tutto e per tutto dal punto di vista genetico, ogni loro diversità è evidentemente dovuta a ciò che ciascuno di loro vive nella relazione con il mondo circostante, che sia l’altro gemello, la mamma, il papà, i fratelli  o tutte le altre relazioni.

In effetti, pur avendo lo stesso DNA, nella crescita emergono differenze sostanziali del carattere e del modo di porsi in relazione con gli altri. Inoltre essi sviluppano, specialmente nell’età adulta, differenze anche fisiche dovute allo stile di vita che ciascuno conduce.

 

Cosa succede nella pancia?

I gemelli crescono insieme, sempre vicini e in qualche modo in relazione. Esistono studi ecografici che dimostrano l’esistenza di una qualche forma, tra loro, di “socialità”. Non dobbiamo pensare a un vissuto consapevole, ma piuttosto di tipo corporeo e sensoriale. Questo non toglie che tale esperienza rimane fortemente impressa in una memoria “implicita” (differente da quella esplicita: ricordi veri e propri), corporea che si imprimerà nelle loro vite.

I segni di ciò che avviene nella pancia, spesso, sono visibili anche dopo la nascita: i gemelli, come già detto, possono “cercarsi”, mettere in atto movimenti sincronici, simili ad una danza o ad un “gioco”. Qualunque sia il nome che noi diamo a queste forme di comunicazione, indubbiamente essi vivono tra loro un’intimità unica ed eccezionale. Nulla di magico, ma piuttosto una confidenza profonda che apre canali d’interazione misteriosi perché antichi e non consapevoli.

Una vicinanza che segnerà, come detto, tutta la vita, ma che nello stesso tempo dovranno essere aiutati a gestire, in modo che non condizioni ogni relazione e la percezione di se’.

Trovare e valorizzare le differenze è molto importante!

Uguali o diversi? Quali rischi?

In termini di differenziazione gioca un ruolo fondamentale anche il modo in cui la famiglia si rapporta ai bambini come individui diversi fra loro. Se, infatti, i genitori, per comodità o “per non fare differenze” vestono i bambini nello stesso modo, propongono loro le stesse attività, gli stessi ritmi di vita, le stesse relazioni, quasi si stessero rapportando con un solo bambino, questo non aiuta i figli nel processo fondamentale di individuazione della propria persona come unica e originale.

Se, infatti, inevitabilmente i gemelli, anche quelli identici, sono destinati a svilupparsi in modo diverso, il rischio di non aiutarli in questo processo è molto alto.

Molto spesso i genitori di gemelli si trovano a vivere il dilemma di non sapere come comportarsi. Talvolta può sembrare più funzionale e tranquillizzante lasciarli sempre insieme, fin dalla culla. Spesso i gemellini neonati, avendo vissuto anche prima della nascita in una relazione, possono cercarsi e riprodurre anche dopo essere nati situazioni di “gioco” o contatto forse già sperimentati nella pancia della mamma. Essi possono “perdersi” l’uno nell’altro, trovando modi efficaci per stare insieme e comunicare. Tutti aspetti molto importanti e, come già detto affascinanti (talvolta i gemelli sviluppano forme uniche e misteriose di comunicazione), ma se lasciati in questa dimensione troppo a lungo possono rischiare di isolarsi in un mondo che è solo tra loro, dove gli altri sono esclusi. Ma non solo, anche loro stessi rischiano di perdere il  senso di individualità, sentendo il bisogno dell’altro quasi come una parte di se’.

E’ dunque fondamentale, fin da subito, non in modo traumatico naturalmente, ma con gradualità, proporre loro esperienze di separazione, in cui potersi rapportare al mondo esterno, senza l’altro, nella propria individualità. Inoltre è molto importante cercare di non chiamarli o vederli sempre come “coppia”, ma come singoli: “Arrivano i gemelli”, “Marti e Sofi…cosa fate?”, “Pippo e Popo…hanno fame…”.  Essi necessitano, come ogni altro bambino, di essere sollecitati a scoprire ed esprimere se stessi, con le proprie risorse e limiti. Se questo non avviene si corre il rischio di favorire lo sviluppo di dinamiche “chiuse”, in cui vi è un dominante e un dominato, uno forte e uno debole, una trainato e uno che traina…piuttosto che favorire la scoperta di queste dualità all’interno di ciascuno. Ogni bambino infatti è un po’ bravo, un po’ birbone oppure è forte e debole…

Talvolta, per comodità o perché “loro vogliono così”, essi possono essere lasciati a vivere questa dimensione, in cui bastano a loro stessi, non rendendosi conto che se la separazione avviene troppo tardi, ciascuno di loro rischia di sentirsi sempre in qualche modo “incompiuto”, con un conseguente senso d’inadeguatezza e mancanza.

Nei casi più estremi vi è il rischio di un isolamento “autistico”, in quanto essi, comprendendosi reciprocamente e trovando nell’altro la totale soddisfazione, possono non sentire più il bisogno della ricerca degli altri e di sviluppare un modo per farsi comprendere anche dal mondo esterno.

Chiaramente questi sono casi rari, ma ugualmente, l’attenzione all’individualità e la cura dei processi di separazione, pure fondamentali in qualunque relazione genitori/figli, nel caso dei gemelli assumono ancora più valore!

La gravidanza gemellare, il parto e l’allattamento?

Prima di tutto e’ molto importante mettere in evidenza come la comunicazione ai genitori che sono in arrivo due gemelli, sia una esperienza molto forte, vissuta con sentimenti ambivalenti. Se da un lato la comunicazione di avere in grembo due o più bambini, può dare alla futura madre un senso di onnipotenza e fertilità, dall’altro lato, tale “potenza” può attivare sentimenti di vero e proprio terrore. La paura di non essere in grado di accudire più figli contemporaneamente, può essere forte nelle mamme primipare, ma, forse, lo è ancora di più nelle donne che hanno già sperimentato altre gravidanze e che quindi conoscono la complessità dei primi tempi e la fatica. Evidentemente non possiamo generalizzare. Le esperienze della gravidanza e della maternità, nonostante le tante leggende, sono vissute in modo profondamente personale e influenzate dalla storia di ciascuno. Indubbiamente, però, quando una coppia si trova a sapere di aspettare dei gemelli, le rappresentazioni cambiano, tutto si moltiplica e, spesso, si ha la netta sensazione che pochi possano capire.

Non a caso esistono molte associazioni, gruppi, chat, forum dedicati a questa tematica!

Inoltre, il mondo circostante, contribuisce a creare questo senso di unicità e complessità…tutti hanno qualche commento da fare, qualcosa da consigliare o dire. Come se non bastasse, i medici collocano fin da subito la gravidanza gemellare fra quelle definite “a rischio”. Le ecografie e i controlli aumentano drasticamente, e le donne devono “insistere” spesso per provare a fare un parto naturale. Il più delle volte si programma un cesareo, che, per altro, viene anticipato alla prima difficoltà. Naturalmente dobbiamo riconoscere come, da quando esiste questa medicalizzazione, i rischi realmente insiti nella gemellarità, sono calati. Questo non toglie che per una donna e un uomo vivere tutta la gravidanza in questo stato di “allarme”, puo’ condizionare il vissuto di questo delicato periodo, sollecitando fantasie e paure.

In questo caso, la cosa importante può essere quella di cercare di trovare il giusto equilibrio fra gli inevitabili e fondamentali controlli ed interventi, ed invece la necessità di dare spazio alla naturalità di questo evento.

Per esempio, riuscire a partorire naturalmente o allattare solo con il latte della mamma due gemelli, e’ possibile, ma nella maggior parte dei casi si decide per un cesareo e  per un allattamento misto o artificiale. Se pensiamo alle forti campagne a favore del parto naturale e dell’allattamento materno (corsi preparto, libri, ecc) queste mamme potrebbero sentirsi inadeguate o “sbagliate”.  Non vi è nulla di inadeguato in tutto questo, in quanto ciò che conta di più è riuscire a dare spazio alla nascita della relazione con i propri figli. Non sono gli eventi in se ad essere “naturali”, ma il modo in cui si vivono queste esperienze, che sono prima di tutto momenti di incontro con il proprio figlio. Dunque anche allattare con il biberon, può essere vissuto come un momento altrettanto intenso e significativo. Ciò che conta di più è riuscire a concedersi, anche nella complessità della gestione di più di un neonato, queste esperienze fondamentali.

In questo senso: chiedere aiuto su tutte le questioni pratiche e concedersi qualche momento per se’ sono, aspetti fondamentali.

Ciò che poi risulta essere molto importante nella esperienza della genitorialità gemellare è la condivisione con il proprio partner. Se, infatti, questo è possibile, la presenza di un compagno consente alla coppia di condividere la gestione dei bambini, dividendo i compiti e le fatiche. Spesso i padri dei gemelli raccontano di essersi sentiti particolarmente coinvolti in un’ esperienza che, forse, se vi fosse stato un solo bambino, avrebbero vissuto meno, almeno in un primo tempo, da protagonisti!

Quando i gemelli crescono…

Se già dalla nascita è molto importante lavorare sulla differenziazione, nel momento in cui i bambini iniziano naturalmente un processo verso l’autonomia, questo impegno diventa fondamentale. I primi passaggi riguardano lo svezzamento, il sonno, il togliere il pannolino…così come camminare e parlare.  I gemelli, sia quelli eterozigoti che quelli monozigoti, possono avere tempi e modi molto differenti nell’esprimere queste tappe di crescita. I genitori, in questi casi, possono non rendersi conto e mettere in atto, non solo lo stesso stimolo, aspettandosi la stessa risposta, ma anche confronti continui. Vivere in un mondo di relazioni in cui vi è sempre qualcuno con cui, di fatto, ci si trova in una sorta di “competizione”, può divenire insopportabile e sollecitare sentimenti come la rabbia, in senso d’inadeguatezza e frustrazione. Il rischio è quello di perdere di vista la personalità di ogni fratello, non valorizzando le caratteristiche di ciascuno, ma leggendole in termini di difetto o eccesso, di parti giuste o sbagliare. “Giovanni è bravo negli sport, mentre Filippo è un disastro”…”Federica è dolce e tranquilla, mentre l’altra è vivace e ci fa morire!”… L’ingresso nella scuola può essere di grande aiuto, in quanto vi è la possibilità di iniziare un percorso diverso, in classi diverse, amici diversi…

I gemelli hanno bisogno di essere visti nella loro individualità e aiutati a scoprire le proprie personali risorse e i propri limiti. La valorizzazione del loro legame e della loro complicità, non deve essere a scapito della legittimazione anche di sentimenti d’insofferenza, rabbia e gelosia. Anche queste emozioni, infatti, sono importanti, in quanto, proprio grazie a queste essi trovano la loro giusta distanza, senza confondersi o sentirsi giusti solo in un confronto con l’altro.

E arriva l’adolescenza…

Il periodo dell’adolescenza è caratterizzato, per tutti i ragazzi, dal bisogno di differenziarsi e dalla ricerca di una propria identità. Per questo motivo emerge spesso anche nei gemelli un forte desiderio di essere diversi. In particolare, questo bisogno diviene più forte se i fratelli non sono stati aiutati prima nel processo di individuazione: essi possono sentire la necessità di assumere un atteggiamento opposto rispetto a quello del fratello, per distinguersi da lui. Può essere un look trasgressivo, un tatuaggio, un percorso di studi… Inoltre, vi possono essere liti frequenti e insofferenza, proprio rispetto alla condizione di gemellarità.

In questo periodo il rapporto genitori-figli è sempre complicato, e spesso ci si trova a dover fare fronte alla sensazione di non capire e di sentirsi estranei. Tali vissuti possono esprimersi, in qualche modo, anche fra i gemelli. Il fatto di non avere piu’ la sensazione di “leggersi nel pensiero” oppure il bisogno di non condividere tutto, potrebbe portare anche ad un certo turbamento e sofferenza, non riconoscendosi più nell’altro e perdendo quel senso di sicurezza associato a questa fratellanza così stretta. In realtà tutto questo è necessario in quanto favorisce e rinforza quel processo di cui abbiamo parlato anche nei precedenti paragrafi, di individuazione di se come una persona.

In adolescenza vi è però anche la possibilità, al contrario, che i gemelli possano accentuare una forma di isolamento, gestendo nella coppia il proprio bisogno di fare gruppo con i pari o di intimità, anche sessuale. Tale processo dovrebbe essere riconosciuto e in qualche modo gestito (anche chiedendo aiuto a un esperto) in quanto il rischio è che i ragazzi possano non raggiungere l’età adulta se non “in coppia” con l’altro.

E’ dunque consigliabile non farsi spaventare dal fatto che i due fratelli perdano intimità, anzi, ciò che dovrebbe piuttosto preoccupare è il mancato attivarsi di questo processo ed un accentuarsi della chiusura rispetto al mondo.

Il consiglio, per il genitore, è di accogliere questa tendenza, chiudendo un occhio anche in caso di scelte un po’ azzardate…

Rimane comunque, nel racconto di chi è gemello, il sentimento di un legame profondo, di un’intimità che accompagna per tutta la vita. Anche nei casi in cui i processi di differenziazione hanno funzionato, e questi fratelli un po’ speciali, sono stati in grado di separarsi, arrivando ad avere una vita adulta autonoma, ugualmente quest’affinità rimane.

I gemelli adulti, infatti, difficilmente raccontano di questa esperienza come qualcosa di negativo, piuttosto per tutti è un’opportunità in più data dalla vita, la possibilità di avere con questo fratello un rapporto unico e irripetibile.

Daria Vettori