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Gemella dentro – gemella fuori: frammenti di vita e brevi riflessioni di una gemella monovulare

Ho  sempre vissuto  due dimensioni dell’essere gemella , quella interiore che vivi nella quotidianità con grande intensità, naturalezza , freschezza e vitalità e quella “esteriore” a tratti  segnata dalla monotonia e invadenza  di sentirsi fare , per una vita e spesso in situazioni non adatte,  le stesse domande per poi assistere a reazioni forzate e sbigottite dettate da una curiosità stereotipata  legata a pregiudizi di persone che pensavano di avere  davanti a sé non due persone bensì  una unica  Eh no, cosi no?!  L’ interesse sano e vivace che prevale nell’osservare i gemelli quando sono piccoli si trasforma in alcune persone adulte  in curiosità  compulsiva  e urtante perché lesiva della tua privacy “per quella che vivono come una  rarità” . Ovviamente mi riferisco a persone estranee che per il semplice fatto di suscitare in loro curiosità si sentono  in diritto di interrogarti sulla tua sfera emotiva.

Ovviamente le due dimensioni nelle varie fasi della vita si sono intrecciate in maniera differente con la prevalenza dell’una o dell’altra a seconda della fase evolutiva, delle scelte di vita e degli stati d’animo e dello stato di benessere dell’una o dell’altra gemella.

Detto ciò, vorrei ringraziare subito i miei genitori per avermi trattato e vestito sempre in maniera differente da mia sorella gemella e mia nonna, per avermi confezionato vestitini simili ma di fantasie e colori ben differenti. Certo poi da grandi i vestiti ce li siamo scambiati a lungo , ma era una nostra scelta!!

Non tutte le scelte sono state completamente libere , per esempio una aveva la frangia e l’altra no, una i capelli corti e l’altra lunghi; questo in parte  per piacere ma  anche  per  dovere, nel senso che era un modo per renderci più distinguibili anche agli occhi degli altri.

Mi rendo conto che, soprattutto in certe fasi della crescita personale, quelle in cui stai costruendo le basi della tua identità che ti accompagneranno per sempre , non sia stato facilissimo gestire  il tutto.

Io e mia sorella abbiamo frequentato le stesse scuole e la stessa classe fino all’università quando abbiamo scelto entrambe facoltà scientifiche relativamente differenti e convivevamo nella stessa città. Nonostante ciò il percorso di studio, tempi e amicizie sono state differenti e il “famoso distacco” non è stato doloroso.  Credo che il motivo risieda nel fatto che siamo sempre state una coppia di gemelle molto inclusive; fin dall’infanzia abbiamo avuto amiche del cuore anche comuni e il legame con loro era cosi intenso che dicevano che sembravamo tre gemelle. … è stato molto bello allargare il cerchio magico !

Oggi, come tutti, abbiamo amiche comuni storiche e altre amicizie personali.

Da ormai vent’anni  vivo nella parte opposta della città in cui la mia gemella lavora, facendo la pendolare quasi tutti i giorni, partendo dalla nostra città natale, facciamo spesso vacanze separate e passiamo periodi relativamente lunghi senza vederci o senza avere la necessità quotidiana di telefonarci.

Alla fine non litighiamo quasi mai,  in compenso ci “becchiamo” spesso; penso che in fondo sia perché nonostante tutto ci sentiamo ancora complici e  in qualche maniera  responsabili una dell’altra e visto che, il benessere dell’una passa anche per il benessere dell’altra ci infiliamo simpaticamente una nella sfera dell’altra…fino a dove è possibile, oltre arrivano fortunatamente dei “simpatici” battibecchi. Effettivamente , lo devo ammettere, ancora oggi riconosco alcuni miei pregi e difetti attraverso mia sorella e  anche se sembra il contrario , questa condizione mi  aiuta  nell’introspezione.

Abbiamo entrambe mariti e figli che vivono la condizione delle loro mogli  e mamme con estrema naturalezza e innocente stupore.  Più volte  mi sono sentita dire da mia mamma “ lo sai che è appena venuta tua sorella a dirmi la stessa cosa, avete pensato e agito in maniera quasi identica e nello stesso arco di tempo. …curioso eh? Certo! ma abbiamo o no lo stesso corredo cromosomico? !  Lo trovo divertente e stimolante ma tutto lì!

Voglio dire che non amo ostentare la mia gemellarità. In questo senso io e mia sorella  ricordiamo in maniera divertita e imbarazzata,  quando sbarcati ad Ischia  ci siamo ritrovati per un attimo in un raduno di gemelli smaniosi di attirare l’attenzione dei passanti. No, non è proprio la nostra maniera di vivere il nostro destino di sorelle, anche per rispetto del nostro magnifico fratello! Ecco forse farei un appello ai genitori di figli tra i quali gemelli, di avere un occhio di riguardo per i fratelli almeno nelle prime fasi, perché penso che per loro sia davvero un impatto non da poco in termini di tempo e attenzioni tolte .

 “Vivere  la gemellarità senza ostentarla”  questo potrebbe essere il mio motto , sia per coloro che lo sono che per tutti gli altri !

 Firmato

una  gemella felice di esserlo!