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	<title>Dottor Angelo Cantarelli &#187; Socializzazione</title>
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	<description>Specialista in Pediatria</description>
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		<title>Nuove Norme per Disturbi Specifici dell&#8217;Apprendimento</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2015 09:50:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Angelo Cantarelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pediatria]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia e relazione]]></category>
		<category><![CDATA[Socializzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Visualizza il PDF in allegato a questo articolo qui: Nuove Norme per Disturbi Specifici dell&#8217;Apprendimento. &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Visualizza il PDF in allegato a questo articolo qui: <a href="http://www.aiditalia.org/Media/Documents/legge170_10.pdf" target="_blank">Nuove Norme per Disturbi Specifici dell&#8217;Apprendimento</a>.</p>
<a href="http://www.aiditalia.org/Media/Documents/legge170_10.pdf" target="_blank"><img class="alignnone wp-image-1000" src="http://angelocantarelli.com/wp-content/uploads/2015/08/pdf-icon-150x150.png" alt="" width="90" height="90" /></a>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Stress da asilo</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2015 15:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Angelo Cantarelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia e relazione]]></category>
		<category><![CDATA[Socializzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[È importante premettere che non esistono risposte assolutamente giuste o assolutamente sbagliate. L’idea che possa essere negativo inserire il bambino all&#8217;asilo fra gli 8 e i 24 mesi non nasce dalla teoria che proprio in questa fase dello sviluppo il bambino riconosce l’estraneo e questo gli provoca nella separazione angoscia e paura. In realtà oggi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #00ccff;">È importante premettere che non esistono risposte assolutamente giuste o assolutamente sbagliate.</span> L’idea che possa essere negativo inserire il bambino all&#8217;asilo fra gli 8 e i 24 mesi non nasce dalla teoria che proprio in questa fase dello sviluppo il bambino riconosce l’estraneo e questo gli provoca nella separazione angoscia e paura.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà oggi le teorie dell’attaccamento ci dicono che un bimbo inizia fin dalla nascita a costruire con le figure di riferimento significative, di solito la mamma ed il papà, un legame che gli consente di prepararsi proprio alla separazione ed all&#8217;esplorazione dell’ambiente. Un bimbo, infatti, può separarsi ed affidarsi ad altri, nel momento in cui sente di avere già vissuto un’ esperienza importante di legame, che rimanga come una base sicura a cui poter ritornare nel momento del bisogno. <span style="color: #00ccff;">Questo processo inizia subito, per arrivare, a compimento verso i tre anni, quando il bimbo avrà definitivamente interiorizzato questo genitore sicuro dentro di sé.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Dunque più il bimbo è piccolo e più sarà importante rassicurarlo, e curare il momento della separazione. Nello stesso tempo egli sarà meno pronto ad aprirsi ad altri significativi attaccamenti e legami, anche con i pari.<br />
Dunque è importante non considerare l’angoscia che il bimbo subisce verso gli otto mesi come un segno che sia meglio evitare l’inserimento, ma tutt&#8217;altro.<br />
Il problema riguarda in questo caso, più spesso l’adulto che preferisce separarsi da un bimbo che non piange e non protesta per la separazione. In realtà l’assenza di angoscia in un bimbo molto piccolo ci parla solo del fatto che forse questo bimbo non ha ancora un attaccamento, passaggio invece fondamentale per allontanarsi, sicuro di non essere abbandonato.</p>
<p style="text-align: justify;">È fondamentale fare un’ultima riflessione. Ogni bimbo ha un percorso di sviluppo assolutamente specifico, <span style="color: #00ccff;">condizionato dalle sue caratteristiche individuali, dagli eventi che hanno già attraversato la sua vita</span> (ospedalizzazioni, perdite, separazioni) <span style="color: #00ccff;">e dalla relazione con le figure di riferimento.</span> Quest’ultimo aspetto è naturalmente fondamentale. Talvolta ci sono bimbi che si ammalano molto perché devono farsi le difese immunitarie e questo non deve a priori far interrompere l’esperienza della socializzazione. Ci sono bimbi che invece si ammalano moltissimo: questo può scatenare un importante stress per tutti i familiari e, ovviamente, per il bimbo che si troverebbe in uno stato di malattia cronica veramente impegnativo: naturalmente questo dovrebbe far soffermare i genitori sulla possibilità di interrompere l’esperienza o temporaneamente o definitivamente per quell’anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Allo stesso modo, <span style="color: #00ccff;">un bimbo può arrivare al Nido con “difese” mentali e di relazione sufficienti, altri invece possono arrivare ancora troppo fragili e dunque non essere pronti.</span> Questo non significa che in assoluto, si debba evitare l’esperienza, ma solo che in questi casi la cura dei tempi e dei modi nella separazione divengono fondamentali, insieme con il tentativo da parte dei genitori di comprendere che cosa ha portato il bimbo a trovarsi in tale difficoltà.</p>
<p style="text-align: right;"><em>D.ssa Katia Vettori</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Io come Pediatra sono totalmente d’accordo su quanto la nostra abile psicologa così garbatamente ci dice a proposito dello stress da separazione. <span style="color: #00ccff;">Sono</span>, cioè, <span style="color: #00ccff;">in sintonia sulla socializzazione</span>, se volete, anche precoce, forse per me meglio se non troppo precoce. Se precoce deve essere, i consigli che potrei dare sono che sicuramente <span style="color: #00ccff;">rinvierei</span> l’inserimento <span style="color: #00ccff;">di fronte ad un bimbo molto sensibile o ad un bimbo già stressato per altri motivi</span> (la nascita di un fratellino, un trasloco, la separazione dei genitori).</p>
<p style="text-align: justify;">Consiglierei di scegliere oculatamente il giusto Nido il quale non dovrà essere improvvisato, concepito come un parcheggio o un semplice luogo di intrattenimento: il Nido, cioè, deve essere anche per bimbi così piccoli un posto dove si offre educazione, dove il bimbo vive esperienze di crescita vera e stimoli corretti; pertanto informarsi sui progetti pedagogici, sull&#8217;organizzazione del Nido che si intende scegliere e sulla preparazione e aggiornamento e affidabilità del suo personale. Fondamentale risulterà praticare d’accordo con le Educatrici <span style="color: #00ccff;">un buon inserimento</span>, lento e graduale con la partecipazione attiva di un genitore: solo con questa pratica si riuscirà ad individuare il bimbo “abile ed arruolabile”.</p>
<p style="text-align: justify;">E se stress ci fosse non tanto elevato da rinunciare all&#8217;esperienza della socializzazione, per ridurlo drasticamente dobbiamo ricordarci che siamo una famiglia nel senso intimo della parola: <span style="color: #00ccff;">non scordarsi di dispensare al nostro piccolo attenzioni e coccole prima, dopo e fuori dal Nido</span> durante i giorni festivi; bisognerà ritenere nella giusta importanza i giochi cosiddetti di contatto fisico come la “lotta”, dare anche al bagnetto questo significato e rispolverare la vecchia pratica di raccontare le favole alla sera prima di addormentarsi, eventualmente abbracciati; proviamo ad evitare di isolarli con attività solo personali come guardare un cartone animato tutto solo.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi verrà voglia di dire che sono tutte cose ovvie.. ma credo che ciò non sia proprio vero (in fondo i primi stressati siamo noi genitori, siamo sempre stanchi e poco disponibili) per cui per me è meglio ricordarle.</p>
<p style="text-align: justify;">Due parole si devono spendere, a mio parere<span style="color: #00ccff;"> sui sensi di colpa che possono colpire una mamma</span> costretta o disponibile ad una socializzazione precoce del proprio figliolo, anziché occuparsi personalmente di lui tutto il giorno. In fondo questo sentimento se percepito dal bambino alimenterà e confermerà la sua paura di abbandono, facendogli vivere peggio l’inserimento e la frequenza al Nido. Occorre che il genitore sia consapevole dell’opportunità positiva che offre al proprio figliolo, ambientandolo in un contesto educativo di qualità. <span style="color: #00ccff;">Poi è sempre meglio avere in casa un ambiente sereno e ottimista</span>, passando insieme al bimbo momenti di allegria per quel che si può, <span style="color: #00ccff;">piuttosto che vivere con ansia e frustrazione il tempo che si passa con lui, al pensiero di averlo lasciato solo tutto il giorno.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Care mamme in ogni modo cercate sempre un rapporto di fiducia e dialogo con le Educatrici: in questo modo non solo i genitori saranno sempre informati su ciò che fa il bimbo e come vive l’esperienza “Nido”, sentendosi, pertanto, più partecipi della vita del figlio, ma potranno anche trovare nell&#8217;insegnante un sostegno, un riferimento ed un aiuto a risolvere le proprie frustrazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine, per quanto mi riguarda, ritengo necessario pensare seriamente ad un’ interruzione temporaneo o definitiva almeno per quell&#8217;anno quando il bimbo si ammali veramente troppo: noi pediatri consideriamo come normale per tutti i bimbi al primo anno di Nido ammalarsi da Settembre a Giugno 6 &#8211; 7 volte: se la situazione fosse più critica non credo si debba insistere perché esporremmo il bimbo alle intemperie di uno stato di malattia continuativo, al rischio dell’uso più o meno continuativo di medicinali, alla possibilità, alla fine, di considerare il nostro figliolo come un bimbo fragile e malato, quando, invece, altro non sarebbe, se il numero di ammalamenti fosse quello sopraddetto, che un bimbo sano che si ammala spesso.</p>
<p style="text-align: right;"><em>D.re Angelo Cantarelli</em><br />
<strong><span style="color: #00ccff;"><em>con la consulenza della D.ssa Elisabetta Scala coordinatrice MOIGE</em></span></strong><br />
<strong><span style="color: #00ccff;"> <em>e D.ssa Manuela Malena responsabile del Centro dell’Infanzia “Doremi Baby”</em></span></strong></p>
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		<title>Asilo sì&#8230; asilo no!?</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Aug 2015 09:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Angelo Cantarelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Socializzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Da tanti anni ormai il desiderio o la necessità di socializzare i nostri piccoli ha fatto sì che l’età d’inizio della frequenza all’asilo nido sia divenuta sempre più precoce. Il fenomeno è direttamente proporzionale all’inserimento sempre più significativo della donna nel mondo del lavoro per cui effettivamente diventa impellente ai giorni nostri cercare e trovare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da tanti anni ormai il desiderio o la necessità di socializzare i nostri piccoli ha fatto sì che l’età d’inizio della frequenza all’asilo nido sia divenuta sempre più precoce. Il fenomeno è direttamente proporzionale all’inserimento sempre più significativo della donna nel mondo del lavoro per cui effettivamente diventa impellente ai giorni nostri cercare e trovare una soluzione adatta già ad età di 8-10 mesi di vita del bimbo. Vi sono alternative al Nido e queste sono i nonni o una baby- sitter. Non è facile decidere per il meglio. Tra i sensi di colpa, questioni organizzative ed equilibri familiari, decidere per il meglio può mettere seriamente in crisi i genitori. E’ vero, pertanto, che non esiste una soluzione valida per tutti: si subisce spesso l’invadenza di parenti ed amici che vorrebbero dire la loro (come sapete, poi,  ci si mette anche il pediatra). La cosa migliore sarà valutare caso per caso vantaggi e svantaggi di una scelta rispetto all’altra, cercando di creare un rapporto di fiducia e serenità con coloro che si prenderanno cura di nostro figlio, siano essi i nonni, le educatrici del nido o la tata.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Asilo Nido</strong></span><br />
<span style="color: #ff6600;"><em>Vantaggi:</em></span><br />
A volte è l’unica soluzione possibile per le famiglie, perché copre un’ampia fascia oraria e costa meno (almeno apparentemente) rispetto alla baby-sitter. Molti genitori lo scelgono anche perché offre la garanzia che a occuparsi del proprio figliolo sia solo personale qualificato e preparato e perché da la possibilità al piccolo di stare in compagnia dei propri coetanei. Sicuramente il Nido offre molti stimoli, che favoriscono la crescita e lo sviluppo psico-motorio dei nostri figli. Il bimbo sarà aiutato a percepire meglio il progressivo distacco dalla famiglia. Il Nido favorisce anche un principio di socializzazione (quella vera inizia verso i 2 anni e mezzo &#8211; tre). Anche i genitori  hanno i loro vantaggi, conoscendo altre famiglie con lo stesso vissuto e le medesime problematiche, condividendo, pertanto, tante esperienze. Non guasta mai la possibilità di sfruttare il confronto con esperti.<br />
<span style="color: #ff6600;"><em>Problemini:</em></span><br />
Frequentare il nido rappresenta un grande cambiamento. Da un punto di vista fisico, stare  a contatto  con altri bimbi aumenta invariabilmente (tranne in rari casi) la possibilità di ammalarsi con tutto ciò che ne consegue. Il primo anno di Nido è spessissimo un percorso molto tortuoso fra assenze da lavoro da parte della mamma non sempre retribuite, il dovere organizzarsi comunque con nonni o tata, vedere un bimbo piccolo sofferente, la necessità di dovergli somministrare comunque dei medicinali che si spera sempre non debbano essere antibiotici (come si può capire il Nido può essere più costoso di una tata almeno nel primo anno di socializzazione).<br />
L’Asilo Nido è , comunque, un’esperienza forte per il bimbo soprattutto dal punto di vista emotivo per cui i genitori devono cercare di capire se il proprio figliolo è pronto ad una esperienza così invadente. Non tutti i bimbi di età fra gli otto mesi e i due anni hanno la capacità di adattarsi a situazioni nuove che li portano fuori dall’ambiente strettamente casalingo e senza una relazione esclusiva fino ad allora con la propria mamma.<br />
E’ importante sapere come ci si deve comportare di fronte all’eventualità che il bimbo si ammali veramente troppo (noi pediatri consideriamo come norma che un bimbo al primo anno di socializzazione si possa ammalare anche una volta al mese da Settembre al Giugno successivo : oltre diventerebbe uno stato di malattia continuativo!!) oppure che subisca le angherie di un qualsiasi stress da socializzazione troppo precoce: si può, si dovrebbe, interrompere temporaneamente o definitivamente per quell’anno l’esperienza iniziata e rimandarla a tempi migliori.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Nonni</strong></span><br />
<span style="color: #ff6600;"><em>Vantaggi:</em></span><br />
sono una grande opportunità. Sono molto importanti nella vita dei bambini e stare con loro rappresenta per i piccoli un’esperienza spesso unica e insostituibile. Ai nonni è concesso (ma i nonni non devono esagerare) anche ciò che ai genitori non è permesso come qualche vizio e attenzione in più. I bambini lo percepiscono e beneficiano di queste coccole extra senza che dal punto di vista educativo vi siano interferenze significative dal momento che i due ruoli sono molto diversi. Se i genitori sapranno non demandare troppo ai nonni ed i nonni si muniranno di grande buon senso, anche i bimbi più piccoli capiranno che alcune cose che si fanno con i nonni non si possono fare con mamma e papà. Con i nonni poi i genitori sono senz’altro più tranquilli sapendo che il loro figliolo sta con persone che gli vogliono bene e che resteranno sempre un punto di riferimento nella sua crescita. La flessibilità negli orari è massima perché fanno parte della famiglia e, pertanto più disposti a coprire ritardi e contrattempi.<br />
<span style="color: #ff6600;"><em>Problemini: </em></span><br />
Occorre sempre valutare le capacità effettive dei nonni perché un bambino richiede molte energie e prendersene cura potrebbe essere alla fine un carico di lavoro troppo pesante per i nonni stessi.  Ciò sarebbe negativo per loro in quanto si sentirebbero inadatti, ma anche per il bimbo che vedrebbe questo rapporto non certo piacevole e stimolante. Molto importante sarebbe, poi, considerare il tipo di rapporto fra le famiglie. Se  vi sono conflitti non risolti e mancanza di fiducia, è bene evitare questa soluzione foriera di litigi fra nonni e genitori ed anche fra i due genitori. Anche un certo grado di invadenza da parte dei nonni potrebbe portare a non rispettare del tutto le direttive dei genitori, con tutti gli evidenti problemi che si creerebbero. Per ovviare a tutte queste situazioni sarà importantissimo  che  i due genitori stabiliscano delle regole chiare attinenti l’educazione del bimbo, proponendole nel modo corretto, con molto tatto, ai nonni, lasciando loro, comunque, un margine di libertà di scelta e di autonomia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Baby-sitter</strong></span><br />
<span style="color: #ff6600;"><em>Vantaggi: </em></span><br />
E’ una presenza rassicurante che segue e accompagna il bimbo per molte ore lungo la giornata. E’, pertanto, una figura di riferimento costante che può permettere una personalizzazione degli orari come il Nido non può permettere. Offre al piccolo un rapporto esclusivo, quasi da vice-mamma, persona ideale per essere affettuosa con il bimbo, in grado di giocare con lui, preparata (lo deve essere!!) e molto paziente. Risolve tanti problemi logistici: viene lei a casa per cui il bimbo non deve uscire alle sette-sette e mezza cinque volte alla settimana “cha piova o che neva” ; cura il bimbo quando è ammalato, è presente negli orari che interessano ai genitori, sbriga le faccende del piccolo, bagnetto e pappe comprese. Alla fine si può chiedere meglio ad una Baby-sitter che non ai nonni di rispettare dettami educativi che siano stati decisi dai genitori, così come l’ottemperare a regale pratiche di gestione del bimbo.<br />
<span style="color: #ff6600;"><em>Problemini: </em></span><br />
Il fattore economico, dove ben si può comprendere che la spesa è superiore alla scelta del Nido (personalmente posso dire che almeno per il primo anno in cui il bimbo facilmente si ammalerà di più del periodo precedente, le assenze da lavoro del genitore, retribuite oppure no, il pagare, comunque, la retta mensile del Nido, il vedere un bimbo piccolo ammalato e sofferente avvicineranno indubbiamente le due entità di spesa, anche se in modo non del tutto visibile). A volte ci si può trovare di fronte a persone sì specializzate ma che non reputano nelle loro competenze il disbrigo di faccende domestiche. Altra difficoltà sarà sicuramente una ricerca verificata della persona giusta, muovendosi per tempo, chiedendo referenze, cercando colloqui conoscitivi e periodi di prova: caratteristiche importantissime da ricercare saranno: la competenza, l’affidabilità, l’equilibrio, la pazienza… la simpatia di pelle.</p>
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