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	<title>Dottor Angelo Cantarelli &#187; I bambini e gli animali grandi e piccoli</title>
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	<description>Specialista in Pediatria</description>
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		<title>Punture di meduse: ecco le dieci cose da fare (e da non fare)</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Aug 2025 07:37:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Angelo Cantarelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I bambini e gli animali grandi e piccoli]]></category>
		<category><![CDATA[Pediatria]]></category>

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		<description><![CDATA[Lavare la parte colpita con acqua di mare, in modo da diluire la tossina non ancora penetrata, e applicare un gel astringente al cloruro d’alluminio di Paola Arosio (CORRIERE DELLA SERA) La cattiva notizia è che, anche quest’estate, le meduse sono presenti in abbondanza nei nostri mari. Quella buona che, se non si è riusciti a evitarle, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<header class="container-header-article">
<h3 class="article-title" style="text-shadow: #000000 0px 0px 0px !important;">Lavare la parte colpita con acqua di mare, in modo da diluire la tossina non ancora penetrata, e applicare un gel astringente al cloruro d’alluminio</h3>
<div class="web_widget_giornalista rs_skip">
<div class="firma firma-corriere" style="text-shadow: #000000 0px 0px 0px !important;"><span class="autore">di</span> Paola Arosio (CORRIERE DELLA SERA)</div>
</div>
<div class="web_widget_argomenti rs_skip"></div>
</header>
<div class="container-body-article clearfix">
<div class="web_widget_socialBar rs_skip rs_preserve" data-href="http://www.corriere.it/salute/dermatologia/14_luglio_29/punture-meduse-ecco-dieci-cose-fare-non-fare-440f6a04-1705-11e4-ad95-f737a6cb8946.shtml"></div>
<div class="chapter clearfix">
<p class="chapter-paragraph" style="text-shadow: #000000 0px 0px 0px !important;">La cattiva notizia è che, anche quest’estate, le meduse sono presenti in abbondanza nei nostri mari. Quella buona che, se non si è riusciti a evitarle, è possibile neutralizzare il loro potere urticante. A patto di seguire i consigli giusti e di non incappare in comuni errori. Ecco un vademecum stilato con la consulenza di Enzo Berardesca, direttore dell’Unità operativa di Dermatologia clinica all’Istituto dermatologico San Gallicano di Roma.</p>
</div>
<div class="chapter clearfix">
<h5 class="chapter-title"><span style="color: #ff00ff;">Cinque cose da fare</span></h5>
<p class="chapter-paragraph" style="text-shadow: #000000 0px 0px 0px !important;">1. Se stai nuotando al largo e vieni sfiorato da una medusa, niente movimenti scomposti; devi respirare bene e cercare di raggiungere con calma la riva. Chiedi aiuto a qualcuno, se è necessario. Se invece sei già a riva, esci subito dall’acqua. Evita di gridare e (per quanto possibile) di agitarti.</p>
</div>
<div id="oas_Bottom1"></div>
<div class="chapter">
<p class="chapter-paragraph" style="text-shadow: #000000 0px 0px 0px !important;">2. Ciò che ti serve ce l’hai a portata di mano: lava la parte colpita con acqua di mare, in modo da diluire la tossina non ancora penetrata. Evita l’acqua dolce perché potrebbe favorire la rottura delle nematocisti (strutture urticanti che le meduse usano per difendersi) rimaste sulla pelle.</p>
</div>
<div class="chapter">
<p class="chapter-paragraph" style="text-shadow: #000000 0px 0px 0px !important;">3. Con pazienza, cerca di pulire la pelle dai filamenti residui. Per rimuoverli, usa una tessera di plastica rigida, come bancomat o carta di credito, oppure un coltello usato di piatto (non dalla parte della lama).</p>
</div>
<div class="chapter">
<p class="chapter-paragraph" style="text-shadow: #000000 0px 0px 0px !important;">4. Applica un gel astringente al cloruro d’alluminio, meglio se a una concentrazione del 5%. Serve a lenire il prurito e a bloccare la diffusione delle tossine. Lo trovi in farmacia.</p>
</div>
<div class="chapter">
<p class="chapter-paragraph" style="text-shadow: #000000 0px 0px 0px !important;">5. Vai al pronto soccorso o chiama il 118 se ti accorgi che subentrano delle complicazioni, come reazione cutanea diffusa, difficoltà respiratorie, sudorazione, pallore, mal di testa, nausea, vomito, vertigini, confusione. «In alcune persone particolarmente sensibili, la puntura di una medusa, ma anche di un’ape o di una vespa, può innescare una reazione allergica estrema al veleno, lo choc anafilattico &#8211; spiega Berardesca -. In questi casi la tempestività di intervento è fondamentale».</p>
</div>
<div class="chapter">
<h5 class="chapter-title"><span style="color: #ff00ff;">Cinque cose da non fare</span></h5>
<p class="chapter-paragraph" style="text-shadow: #000000 0px 0px 0px !important;">1. Non strofinare la zona colpita con sabbia o con una pietra tiepida. «In effetti le tossine sono termolabili, vengono cioè inattivate dal calore, ma perché ciò avvenga bisognerebbe raggiungere una temperatura di circa 50 gradi», precisa Berardesca. Meglio, quindi, non rischiare un’ustione.</p>
</div>
<div class="chapter">
<p class="chapter-paragraph" style="text-shadow: #000000 0px 0px 0px !important;">2. Lascia perdere i rimedi della nonna, come ammoniaca, urina, aceto, alcol. «Questi metodi non solo sono inutili, ma possono risultare anche dannosi &#8211; sostiene l’esperto -. Ammoniaca e urina potrebbero ulteriormente infiammare la parte colpita».</p>
</div>
<div class="chapter">
<p class="chapter-paragraph" style="text-shadow: #000000 0px 0px 0px !important;">3. Non grattarti, anche se è la prima reazione istintiva; se lo fai rompi le eventuali nematocisti residue, liberando ulteriore veleno.</p>
</div>
<div class="chapter">
<p class="chapter-paragraph" style="text-shadow: #000000 0px 0px 0px !important;">4. Se la reazione è localizzata, fai a meno delle creme al cortisone o contenenti antistaminico: sono inutili perché entrano in azione solo dopo circa 30 minuti dall’applicazione e cioè quando la reazione è già naturalmente esaurita. Questi principi attivi possono invece andare bene per via orale, nel caso di lesioni diffuse o di disturbi generali, anche lievi.</p>
</div>
<div class="chapter">
<p class="chapter-paragraph" style="text-shadow: #000000 0px 0px 0px !important;">5. Niente sole per qualche giorno sulla parte colpita. Nella fase di guarigione l’arrossamento lascia il posto a un’iperpigmentazione, che i raggi ultravioletti potrebbero rendere duratura. Per evitare antiestetiche macchie scure, usa una crema a filtro totale (50+).</p>
</div>
<div class="article-signature clearfix">
<div class="article-date-place" style="text-shadow: #000000 0px 0px 0px !important;">11 agosto 2014 | 10:43</div>
<div class="article-credits" style="text-shadow: #000000 0px 0px 0px !important;">© RIPRODUZIONE RISERVATA</div>
</div>
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		<title>I Pidocchi: Operatività sui pidocchi</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2015 14:31:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Angelo Cantarelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I bambini e gli animali grandi e piccoli]]></category>
		<category><![CDATA[Pediatria]]></category>

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		<description><![CDATA[Per vedere il video cliccare qui: &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per vedere il video cliccare qui:</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Zecche</title>
		<link>https://angelocantarelli.com/zecche/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2015 19:26:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Angelo Cantarelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I bambini e gli animali grandi e piccoli]]></category>
		<category><![CDATA[Pediatria]]></category>

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		<description><![CDATA[LE ZECCHE: ISTRUZIONI PER..]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>LE ZECCHE: ISTRUZIONI PER..</h3>
<div class="dt-sc-toggle-frame">	<h5 class='dt-sc-toggle'><a href='#'>LE ZECCHE SONO PERICOLOSE?</a></h5>	<div class="dt-sc-toggle-content" style="display: none;">		<div class="block"><p style="text-align: justify;">Possono esserlo. La più rischiosa per l&#8217;uomo è quella comunemente nota come &#8220;zecca dei boschi&#8221; che, con la sua puntura, può trasmettere malattie infettive alcune delle quali, come la Borreliosi di Lyme, possono avere serie conseguenze se non curate tempestivamente. Questa zecca, contrariamente a quanto avveniva in passato, non si trova più solo nei boschi ma si è diffusa ed oggi si può trovare ovunque vi sia dell&#8217;erba incolta, soprattutto in ambienti umidi e ombreggiati, ed è resistente a condizioni ambientali sfavorevoli.</p>		</div>	</div></div>
<div class="dt-sc-toggle-frame">	<h5 class='dt-sc-toggle'><a href='#'>COSA FARE PER PREVENIRLE?</a></h5>	<div class="dt-sc-toggle-content" style="display: none;">		<div class="block"><p style="text-align: justify;">Per evitare di essere punti è necessario indossare vestiti chiari, per identificare più chiaramente le zecche che sono scure e di dimensioni molto piccole (da 2 ad 8 mm), e rimuoverle prima che si attacchino alla cute. E&#8217; consigliabile utilizzare maglie a maniche lunghe ed infilare i pantaloni dentro i calzettoni o, meglio, in stivali alti dotati di stringhe. Camminare al centro dei sentieri, evitando di strisciare contro la vegetazione ai lati, ed evitare di sedersi direttamente sull&#8217;erba. Al ritorno da zone anche solo potenzialmente infestate da zecche, lavare i vestiti in lavatrice alla temperatura più alta possibile e, prima di fare il bagno, ispezionare tutto il corpo con l&#8217;aiuto di un&#8217;altra persona per le zone difficilmente visibili. Soprattutto nei bambini, controllare bene anche il cuoio capelluto. Sono moderatamente efficaci i repellenti a base di DEET, reperibili sia in farmacia che nei negozi, applicati sui vestiti e sulla cute esposta, senza però eccedere nella quantità e nella frequenza d&#8217;uso, soprattutto sui bambini piccoli.</p>		</div>	</div></div>
<div class="dt-sc-toggle-frame">	<h5 class='dt-sc-toggle'><a href='#'>COSA FARE E NON FARE SE SI VIENE PUNTI?</a></h5>	<div class="dt-sc-toggle-content" style="display: none;">		<div class="block"><p style="text-align: justify;">Le probabilità d&#8217;infezione sono basse se la zecca resta attaccata alla cute per meno di 48 ore. Una zecca va rimossa correttamente: afferrarla con una pinza a punte sottili (attualmente in commercio si cominciano a trovare le apposite pinze per zecche) il più vicino possibile alla cute e toglierla tirando verso l&#8217;alto senza schiacciarla. Se il rostro (l&#8217;organo che la zecca usa per attaccarsi) rimane nella pelle, si può estrarlo con un ago da siringa sterile. Disinfettare la zona, senza usare disinfettanti coloranti, e verificare di essere vaccinati contro il tetano. Non gettare la zecca tolta ma bruciarla. Non si devono usare metodi impropri di estrazione quali il caldo o sostanze come petrolio, benzina, trielina, acetone, creme, olio etc.. Questi metodi &#8220;irritano&#8221; la zecca e ottengono il solo risultato di aumentare il rischio di acquisire l&#8217;infezione provocando una sorta di rigurgito nel parassita. Non toglierla con le mani o schiacciarla con le dita perché si corre il rischio di essere contagiati attraverso piccole lesioni della pelle o per schizzi di sangue. (in allegato trovate le istruzioni dettagliate per le estrazioni corredate di foto).</p>		</div>	</div></div>
<div class="dt-sc-toggle-frame">	<h5 class='dt-sc-toggle'><a href='#'>COSA FARE DOPO AVER TOLTO LA ZECCA?</a></h5>	<div class="dt-sc-toggle-content" style="display: none;">		<div class="block"><p style="text-align: justify;">Dopo aver tolto la zecca è necessario controllare tutti i giorni, per 30-40 giorni, l&#8217;area cutanea colpita e rivolgersi al medico di famiglia se compare il caratteristico segno della Malattia di Lyme: una chiazza arrossata tondeggiante che, nei giorni a seguire, si va allargando sempre più e quasi sempre schiarendo al centro a formare un&#8217;immagine &#8220;a coccarda&#8221;, ad anello in espansione centrifuga ed a volte accompagnata da febbre, malessere generale, ingrossamento delle ghiandole vicino alla zona della puntura, dolori alle articolazioni. Nei 30-40 giorni non usare antibiotici di propria iniziativa: questo potrebbe mascherare il quadro clinico ed impedire al medico di diagnosticare un&#8217;eventuale infezione. Se per altri motivi si deve ricorrere agli antibiotici, avvisare il medico che si è stati punti da una zecca così da consentirgli di usare i farmaci efficaci anche contro la Malattia di Lyme.</p>		</div>	</div></div>
<div class="dt-sc-toggle-frame">	<h5 class='dt-sc-toggle'><a href='#'>COS'È LA MALATTIA DI LYME?</a></h5>	<div class="dt-sc-toggle-content" style="display: none;">		<div class="block"><p style="text-align: justify;">E&#8217; una malattia infettiva che colpisce vari organi e si sviluppa in più fasi. La fase iniziale colpisce la pelle, generalmente non è grave e a volte guarisce anche da sola. Se però non viene curata con la terapia opportuna, possono poi comparire le fasi tardive, anche dopo mesi od anni. Queste fasi sono molto più gravi di quella precoce e provocano artriti, disturbi dei nervi, del cervello, del cuore e degli occhi ma possono coinvolgere anche altri organi ed apparati. Questa malattia non viene trasmessa dalle comuni zecche dei cani, che possono però trasmettere, anche se raramente, altre malattie infettive.</p>		</div>	</div></div>
<div class="dt-sc-toggle-frame">	<h5 class='dt-sc-toggle'><a href='#'>LA MALATTIA DI LYME È CURABILE?</a></h5>	<div class="dt-sc-toggle-content" style="display: none;">		<div class="block"><p style="text-align: justify;">Questa malattia è curabile con una terapia antibiotica più lunga del solito: fino a tre settimane nella fase iniziale. Tale terapia, se attuata correttamente, è in grado di eliminare l&#8217;infezione ed evitarne le complicanze. Le fasi tardive, invece, richiedono terapie più impegnative e purtroppo non sempre completamente efficaci.</p>		</div>	</div></div>
<div class="dt-sc-toggle-frame">	<h5 class='dt-sc-toggle'><a href='#'>LA MALATTIA DI LYME NON DÀ IMMUNITÀ</a></h5>	<div class="dt-sc-toggle-content" style="display: none;">		<div class="block"><p style="text-align: justify;">L&#8217;infezione non da luogo allo sviluppo di immunità: una persona precedentemente trattata e guarita, si può riammalare se punta nuovamente da una zecca infetta.</p>		</div>	</div></div>
<div class="dt-sc-toggle-frame">	<h5 class='dt-sc-toggle'><a href='#'>COME RIDURRE LA PRESENZA DI ZECCHE?</a></h5>	<div class="dt-sc-toggle-content" style="display: none;">		<div class="block"><p style="text-align: justify;">Nelle zone residenziali si può ridurre il numero di zecche rimuovendo tutto attorno alle case i letti di foglie secche, i cespugli e le cataste di legna come pure tenendo ben potati e curati gli alberi, le siepi ed i prati per consentire una maggior penetrazione dei raggi solari. L&#8217;erba di prati e giardini va tenuta sempre ben tagliata.
Anche i cani ed i gatti possono veicolare le zecche: è buona norma perciò controllarli spesso e ricorrere al consiglio del Veterinario per i prodotti repellenti più efficaci.
I cacciatori devono prestare attenzione nel maneggiare e trasportare la selvaggina perché questa è spesso infestata da zecche anche in modo massiccio.</p>		</div>	</div></div>
<div class="dt-sc-toggle-frame">	<h5 class='dt-sc-toggle'><a href='#'>A CHI RIVOLGERSI?</a></h5>	<div class="dt-sc-toggle-content" style="display: none;">		<div class="block"><p style="text-align: justify;">Il primo professionista da contattare è il medico di famiglia che può anche ricorrere alla collaborazione del gruppo di specialisti che si occupa di questa malattia nella nostra AUSL.
<strong>Per avere ulteriori informazioni:</strong></p>
<p>Centro di riferimento regionale per la Borreliosi di Lyme
Presso l&#8217;AUSL Ravenna Via Zaccagnini, 22 &#8211; 48018 Faenza
Tel. 0546 602519 &#8211; 06 &#8211; 20
e-mail: <a href="mailto:fa.centrolyme@ausl.ra.it" target="_blank">fa.centrolyme@ausl.ra.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Materiale aggiuntivo (cliccare per consultare):</strong></p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #3366ff;">Istruzioni per estrarre le zecche:</span></strong> <a href="http://www.ausl.ra.it/files/guida_ai_servizi/_Istruzioni+per+estrarre+le+zecche.pdf" target="_blank">(clicca qui)</a></li>
<li><span style="line-height: 1.5;"><strong><span style="color: #3366ff;">Depliant informativo sulle zecche:</span></strong> </span><a style="line-height: 1.5;" href="http://www.ausl.ra.it/files/guida_ai_servizi/_Depliant+informativo+sulle+zecche.pdf" target="_blank">(clicca qui)</a>		</div>	</div></div></li>
</ul>
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		<title>Zanzara tigre</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2015 19:02:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Angelo Cantarelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I bambini e gli animali grandi e piccoli]]></category>
		<category><![CDATA[Pediatria]]></category>

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		<description><![CDATA[ZANZARA TIGRE, TUTTE LE AZIONI PER RIDURRE LA SUA DIFFUSIONE Da maggio a ottobre semplici accorgimenti per ostacolare la proliferazione e prevenire le punture dell&#8217;odiato insetto: ecco cosa fare.   La zanzara tigre è  un ospite sgradito diffuso in gran parte del mondo, dell&#8217;Italia ed anche nella provincia di Parma, fino a 500 m circa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;">ZANZARA TIGRE, TUTTE LE AZIONI PER RIDURRE LA SUA DIFFUSIONE</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da maggio a ottobre semplici accorgimenti per ostacolare la proliferazione e prevenire le punture dell&#8217;odiato insetto: ecco cosa fare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://angelocantarelli.com/wp-content/uploads/2015/08/zanza.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1356" src="http://angelocantarelli.com/wp-content/uploads/2015/08/zanza-150x150.jpg" alt="zanza" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.zanzaratigreonline.it/ZanzaraTigre/identikit/tabid/672/Default.aspx" target="_blank">La zanzara tigre</a> è  un ospite sgradito diffuso in gran parte del mondo, dell&#8217;Italia ed anche nella provincia di Parma, fino a 500 m circa di altitudine.<br />
<strong>Per ridurre la sua diffusione, è necessaria la collaborazione di tutti: cittadini e Istituzioni.</strong><br />
<strong>I Comuni</strong> mettono in campo azioni a contrasto della diffusione di questo fastidioso insetto <strong>nelle aree pubbliche</strong>, che sono circa il 20-30% del totale, ma anche <strong>i cittadini</strong> sono chiamati a contribuire <strong>nelle aree di proprietà privata, osservando alcuni semplici accorgimenti.</strong></p>
<p><strong>COSA FARE?</strong></p>
<ol>
<li><strong><span style="color: #00ccff;">ELIMINIAMO L&#8217;ACQUA STAGNANTE</span></strong><br />
<span style="color: #00ccff;">La zanzara depone le sue uova in vari contenitori</span> (sottovasi, tombini, rifiuti abbandonati, vasi di idrocoltura, copertoni, ecc). Queste, sommerse quando vengono sommerse dall&#8217;acqua e a temperatura favorevole, si aprono e fuoriescono delle larve acquatiche che in alcuni giorni si trasformano in zanzare. <span style="color: #00ccff;">Eliminando i contenitori che accumulano acqua, si ostacola la moltiplicazione delle zanzare.</span><br />
<span style="color: #00ccff;">Altri accorgimenti:</span></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">tenere pulite le grondaie;</li>
<li style="text-align: justify;">eliminare i sottovasi e riempirli di sabbia;</li>
<li style="text-align: justify;">tenere i giardini ben sfalciati e le siepi in ordine;</li>
<li style="text-align: justify;">fare in modo che l&#8217;acqua non si accumuli su teli, annaffiatoi, secchi, bidoni, giocattoli, copertoni, abbeveratoi;</li>
<li style="text-align: justify;">immettere nelle vasche ornamentali pesci rossi, predatori delle larve della zanzara;</li>
<li style="text-align: justify;">negli orti, coprire tutti i contenitori utilizzati per l&#8217;acqua piovana con zanzariere o teli ben tesi;</li>
<li style="text-align: justify;">nei cimiteri pulire periodicamente i vasi portafiori e trattare l&#8217;acqua con prodotti larvicidi.</li>
</ul>
</li>
</ol>
<ol start="2">
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #00ccff;"><strong>DISINFESTIAMO LE RACCOLTE D&#8217;ACQUA NON ELIMINABILI</strong></span><br />
Da fine aprile ad ottobre, un modo efficace per combattere le zanzare è <span style="color: #00ccff;">mettere il prodotto anti larvale nei tombini intorno a casa o nel cortile condominiale.</span> In commercio esistono <span style="color: #00ccff;">diversi</span> principi attivi che devono essere aggiunti nel tombino con periodicità diversa (comunque indicata nel foglietto illustrativo):</p>
<ul>
<li>il <span style="color: #00ccff;">Methoprene</span> ogni 3-4 settimane;</li>
<li>il <span style="color: #00ccff;">Diflubenzuron</span> ogni 4 settimane;</li>
<li>il <span style="color: #00ccff;">Piryproxyfen</span> dura 4-6 settimane;</li>
<li>il <span style="color: #00ccff;">bacillo thurgensis</span> ogni 10 giorni.</li>
</ul>
<p><span style="color: #00ccff;">L&#8217;utilizzo va ripetuto dopo piogge intense.</span> Questi prodotti possono essere acquistati in supermercati, negozi di ferramenta, di bricolage ed in farmacia.<br />
<span style="color: #00ccff;">A partire da aprile &#8211; maggio, entra in vigore, in tutti i Comuni della Regione un’ordinanza dei Sindaci che obbliga tutti i cittadini ed anche le ditte ad applicare le misure anti ristagno e la lotta anti larvale nelle raccolte d’acqua non eliminabili. Eventuali violazioni sono punite con sanzioni. Le ordinanze sono consultabili sui siti internet dei Comuni.</span></li>
</ol>
<ol start="3">
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #00ccff;"><strong>NON FACCIAMOCI PUNGERE</strong></span><br />
La zanzara tigre predilige i giardini e le siepi ombrose, i luoghi umidi, punge sia di giorno che di notte ed è attratta dai colori scuri, dai profumi e dagli odori del corpo.<br />
Pertanto è utile:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #00ccff;">non profumarsi o utilizzare deodoranti e prodotti per il corpo privi di profumazione;</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #00ccff;">indossare vestiti di colore chiaro;</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #00ccff;">utilizzare repellenti sulle parti scoperte</span>, rispettando dosi e modalità d&#8217;uso riportate in etichetta e, <span style="color: #00ccff;">per i bambini, chiedere sempre il parere del pediatra prima dell&#8217;uso;</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #00ccff;">su culle e carrozzine applicare zanzariere;</span></li>
<li style="text-align: justify;">nelle abitazioni istallare <span style="color: #00ccff;">zanzariere alle finestre o utilizzare diffusori di insetticidi</span> per ambienti, arieggiando bene il locale e seguendo scrupolosamente le precauzioni del fabbricante.</li>
</ul>
</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">In caso di puntura fai toccature leggere con ghiaccio e applica creme al cortisone o all&#8217;aloe vera, per attenuare il prurito. Evita di grattarti per non provocare infezioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="background-color: #eaf2f5; padding: 10px; text-align: justify;"><strong>Per ulteriori approfondimenti:</strong></div>
<div style="background-color: #eaf2f5; padding: 10px; text-align: justify;">consulta il sito <a href="http://www.zanzaratigreonline.it/" target="_blank">www.zanzaratigreonline.it</a> o <strong>telefona al numero verde del Servizio Sanitario Regionale 800.033.033</strong>, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30, il sabato dalle 8.30 alle 13.30.</div>
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		<title>Zanzare: cosa fare?</title>
		<link>https://angelocantarelli.com/zanzare-cosa-fare/</link>
		<comments>https://angelocantarelli.com/zanzare-cosa-fare/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2015 18:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Angelo Cantarelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I bambini e gli animali grandi e piccoli]]></category>
		<category><![CDATA[Pediatria]]></category>

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		<description><![CDATA[Le zanzare sono tra i nemici dei nostri bambini durante i mesi caldi, le loro punture provocano il ben noto pomfo cutaneo con al centro un punto più sporgente, pruriginoso, che nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente senza effettuare alcuna cura. Le ore più a rischio sono quelle dal tramonto al mattino, soprattutto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #00ccff;">Le zanzare</span> sono tra i nemici dei nostri bambini durante i mesi caldi, le loro punture provocano il ben noto pomfo cutaneo con al centro un punto più sporgente, pruriginoso, che nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente senza effettuare alcuna cura. <span style="color: #00ccff;">Le ore più a rischio</span> sono quelle dal tramonto al mattino, soprattutto in aree umide (vicinanza di corsi d’acqua, pozzanghere, stagni&#8230;), ma ricordatevi che la zanzare tigre può pungere in qualsiasi momento della giornata.</p>
<p style="text-align: justify;">Le punture di zanzara in paesi tropicali e subtropicali (esempio alcune nazioni africane e asiatiche), mete di viaggi turistici, hanno una gravità differente perché possono trasmettere alcune malattie anche gravi, tra cui la malaria e la febbre dengue.</p>
<p style="text-align: justify;">Non parleremo in questa sede della profilassi anti-malarica da eseguire prima dei viaggi in zone endemiche, perché di questo discuteremo insieme qualora si verificasse la necessità per concordare la migliore soluzione per i vostri bambini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi propongo invece <span style="text-decoration: underline; color: #00ccff;">qualche regola di prevenzione</span> delle punture di zanzara e quindi tutti i fastidi ad esse associati. Queste indicazioni riguardano i soggiorni nei paesi suddetti ma possono essere applicate anche nella quotidianità, nei mesi caldi.</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #00ccff;">ZANZARIERE:</span> meglio se a maglia stretta, da applicare a tutte le finestre o sul letto qualora le prime non siano presenti. Può essere utile trattarle con spray a base di permetrina (vedi sotto). Controllate bene che non vi siano fessure o lacerazioni nella zanzariera.</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #00ccff;">ARIA CONDIZIONATA:</span> la diminuzione della temperatura e la presenza di correnti d’aria rendono gli insetti meno attivi. In mancanza di climatizzatore tenere acceso nella stanza un ventilatore.</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #00ccff;">ZAMPIRONI, SPRAY ed INSETTICIDI:</span> sono efficaci, tuttavia il loro utilizzo in presenza di bambini è sempre da limitare (consigliato in caso di soggiorni in paesi tropicali e subtropicali), per la potenziale pericolosità dell’inalazione o addirittura dell’ingestione degli stessi. In ogni caso qualora si decida di utilizzarli ricordatevi di tenere sempre le finestre aperte e schermate da zanzariere e di spruzzare i prodotti nelle ore diurne per avere poi il tempo di aerare l’ambiente. Se cenate all&#8217;aperto utili zampironi e candele alla citronella da mettere sotto il tavolo.</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #00ccff;">ABBIGLIAMENTO:</span> preferire capi di colore chiaro, lunghi, per lasciare la minore superficie cutanee scoperta. Applicare sugli abiti degli spray repellenti (vedi sotto).</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #00ccff;">REPELLENTI:</span></li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;">DEET:</span> è un repellente topico che agisce su zanzare, mosche e zecche. Ha una durata media di 2-3 ore. Per i bambini preferire i prodotti a bassa concentrazione (7-10%). In gravidanza non ci sono ancora studi sufficienti, ma poiché attraversa la placenta è preferibile non utilizzarlo. Lavatevi sempre le mani dopo l’applicazione; ricordate che diminuisce la protezione dai raggi solari e che può danneggiare gli oggetti in plastica e cuoio.</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;">BAYREPEL:</span> ha la stessa efficacia del DEET ma non danneggia plastica e cuoio ed è la sostanza raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per adulti e bambini sopra i 2 anni.</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;">CITRONELLA:</span> è un repellente naturale, probabilmente sicuro anche per i bambini ma ha una durata di efficacia breve (circa 1 ora).</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;">PERMETRINA:</span> ha attività insetticida e repellente, si usa sui vestiti NON sulla pelle Un consiglio sul suo utilizzo in caso di viaggi in aree a rischio: prima del viaggio stendere i vestiti che verranno utilizzati nelle ore serali, irrorarli di insetticida da entrambi i lati fino a renderli umidi, e lasciarli asciugare: questo trattamento resiste sui vestiti per alcune settimane anche se li lavate.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CONSIGLI IN CASO DI PUNTURA</strong></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Non ci sono particolari provvedimenti da prendere in caso di puntura ma per alleviare il prurito può essere utile premere sulla puntura con qualcosa di piccolo (come un tappo di biro, un unghia) per circa 10 secondi.</li>
<li style="text-align: justify;">Raccomandatevi con il bambino perché non si gratti: il rischio è infatti che sanguini e si infetti.</li>
<li style="text-align: justify;">Se il pomfo sanguina lavate bene e disinfettate.</li>
<li style="text-align: justify;">Se il prurito diventa intenso ed insopportabile potete applicare una piccola quantità di pomata cortisonica (non più di 2 volte al giorno).</li>
<li style="text-align: justify;">Non applicate pomate anti-istaminiche e non date assolutamente anti-istaminici per bocca senza prima avermi consultato.</li>
</ul>
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		<title>Ossiuri</title>
		<link>https://angelocantarelli.com/ossiuri/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2015 17:45:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Angelo Cantarelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I bambini e gli animali grandi e piccoli]]></category>
		<category><![CDATA[Pediatria]]></category>

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		<description><![CDATA[È impossibile che un lattante “prenda i vermi”. La sua alimentazione, infatti, si basa esclusivamente sul latte, materno o formulato, che è totalmente sicuro. Il seno della mamma è, per lo più, una via a prova di germi, batteri o uova di parassiti intestinali. Anche il biberon è sicuro, purché sia sempre lavato e/o sterilizzato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">È impossibile che un lattante “prenda i vermi”. La sua alimentazione, infatti, si basa esclusivamente sul latte, materno o formulato, che è totalmente sicuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il seno della mamma è, per lo più, una via a prova di germi, batteri o uova di parassiti intestinali. Anche il biberon è sicuro, purché sia sempre lavato e/o sterilizzato con cura. Inoltre il bebè non si muove autonomamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #99cc00;">Il rischio aumenta quando il bambino inizia a gattonare e a camminare</span>, cioè dal momento in cui comincia a muoversi da solo, anche in prati o giardini, e a giocare e toccare tutto quello che attira la sua curiosità. Spesso, poi, a quest’età,  rifiuta di lasciarsi lavare le mani (a meno che non sia per giocare con l’acqua) con il rischio di portarsele sporche alla bocca. Aumentano così tantissimo le probabilità che ingerisca le uova di questi parassiti presenti nel terreno contaminato. Altri veicoli di infestazione possono essere giocattoli, lenzuola, vestiti, sanitari contaminati o, più raramente, cibi infetti. I generale si può dire che il contagio preferenziale avviene tra la bocca del bimbo e gli oggetti contaminati (tra cui anche le manine sporche di feci o delle uova dei parassiti). <span style="color: #99cc00;">In ogni caso l’età più a rischio è fra 1 e 3 anni, cioè l’età di una discreta autonomia motoria.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #00ccff;">L’ossiuro</span> </strong>è sicuramente uno dei vermi più diffusi e più responsabili di infestazione (interessa dal 25 al 50% dei bimbi in età scolare). Si tratta di un piccolo verme bianco: il maschio è lungo meno di 1 centimetro, la femmina poco di più.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ossiuro colpisce solo l’intestino dell’uomo, ambiente dove vive e si riproduce. Al di fuori di questo le uova sopravvivono in ambienti umidi per vari giorni. Dopo che le uova si sono schiuse, i vermi si sviluppano nell’intestino tenue (primo tratto) e raggiungono la propria maturazione nell’intestino cieco, dove vi sono colon e retto. Da questa sede durante la notte la femmina migra verso il canale anale, dove deposita le uova sulla cute perianale e muore. Solo dopo un mese dall’ingestione delle uova si ha la comparsa del prurito anale, che nelle bimbe si associa spesso a prurito alla passerotta. I bimbi possono apparire nervosi e irrequieti e, a causa del fastidio, cercare di cambiare continuamente posizione. Può comparire anche mal di pancia senza apparenti motivazioni e orticaria. Un rischio non raro è quello della reinfestazione (ricaduta), provocata dal grattarsi nella zona anale: se il bimbo si porta alla bocca le manine non lavate ingerendo altre uova, potrà aumentare in modo sensibile il numero di vermi infestanti e la durata del fenomeno. Non sempre gli ossiuri danno prurito anale. Ci si può accorgere per caso della loro presenza perché i bimbi li eliminano con le feci, che appaiono striate di filamenti bianchi.</p>
<div class="dt-sc-toggle-frame">	<h5 class='dt-sc-toggle'><a href='#'>COME SCOPRIRLI?</a></h5>	<div class="dt-sc-toggle-content" style="display: none;">		<div class="block"><p style="text-align: justify;">O direttamente osservando la zona anale. O osservando le feci (dovete osservarle appena fatte, dal momento che l’aria disgrega i vermi) almeno per una settimana (non tutti i giorni i vermi vengono espulsi con le feci pur essendo sicuramente presenti). Altro metodo può essere l’esecuzione dello scotch test rivolgendosi ad un laboratorio di analisi dopo il contatto con il pediatra.</p>		</div>	</div></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>La giusta terapia</strong> verrà individuata dal pediatra</span>, ma importantissimo sarà cercare di evitare le reinfestazioni. In tal senso è essenziale spazzolare con acqua e sapone sotto le unghie dei bimbi, accorciandole se sono lunghe, cambiare spesso lenzuola e biancheria dopo aver sottoposto il bimbo alla cura. Cura da ripetere dopo 2 settimane, per avere la certezza di aver davvero debellato l’infestazione.</p>
<p>È ragionevole far eseguire la terapia ai familiari strettamente conviventi.</p>
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		<title>Morso di cane</title>
		<link>https://angelocantarelli.com/morso-di-cane/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2015 17:32:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Angelo Cantarelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I bambini e gli animali grandi e piccoli]]></category>
		<category><![CDATA[Pediatria]]></category>

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		<description><![CDATA[MIO FIGLIO È STATO MORSO DA UN CANE:  COSA DEVO FARE? non farsi prendere dal panico; valutare la gravità della ferita; se c&#8217;è perdita di sangue è bene cercare di tamponarla con qualcosa di pulito e se possibile detergere con acqua e sapone; cercare di procurarsi dei testimoni; rivolgersi al Pronto Soccorso: dove verrà certificato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>MIO FIGLIO È STATO MORSO DA UN CANE:  COSA DEVO FARE?</h3>
<ul>
<li style="text-align: justify;">non farsi prendere dal panico;</li>
<li style="text-align: justify;">valutare la <span style="color: #ff0000;">gravità</span> della ferita;</li>
<li style="text-align: justify;">se c&#8217;è perdita di sangue è bene cercare di tamponarla con qualcosa di pulito e se possibile detergere con acqua e sapone;</li>
<li style="text-align: justify;">cercare di procurarsi dei <span style="color: #ff0000;">testimoni</span>;</li>
<li style="text-align: justify;">rivolgersi al <span style="color: #ff0000;">Pronto Soccorso</span>: dove verrà certificato quanto avvenuto e saranno avvisati i Servizi Veterinari della ASL per gli adempimenti necessari;</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">stabilire se il cane che aggredisce appartiene a qualcuno o se è randagio:</span> se il cane fosse al guinzaglio o all&#8217;interno di una proprietà recuperare nome, indirizzo e recapito telefonico del padrone, mentre qualora il cane fosse randagio vi saranno maggiori problemi. In questi casi bisognerà scoprire se il cane che ha aggredito è vagante, cioè appartiene a qualcuno che lo lascia  incustodito, oppure se è veramente un randagio. Potrete pertanto chiedere agli abitanti della zona, quindi anche i servizi veterinari dell&#8217;ASL cercheranno di rintracciare l&#8217;animale e l&#8217;eventuale proprietario.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #00ccff;"><strong>IL MORSO E LA LEGGE </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista legale, le basi legislative sono principalmente l&#8217;articolo <span style="color: #00ccff;">2052 del Codice Civile, &#8220;Danni da animali&#8221;, l&#8217;articolo 638 del Codice Penale, &#8220;Uccisione o danneggiamento di animali altrui&#8221;, e l&#8217;articolo 672 del Codice Penale, &#8220;Omessa custodia e malgoverno di animali&#8221;</span>. Per quanto riguarda i randagi, spetta al giudice stabilire se il comune competente per territorio, come anche l&#8217;ASL, sono inadempienti nella applicazione di quanto previsto dalla legge per il controllo del randagismo: se in pratica il Comune e l&#8217;ASL non hanno adempiuto il controllo relativo al randagismo, sono tenuti a rifondere i danni da questi provocati alle persone e alle cose.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #99cc00;"><strong>IL MORSO E LE VACCINAZIONI </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il morsi di un cane può trasmettere numerose malattie tra cui dobbiamo ricordare innanzitutto il <span style="color: #99cc00;">tetano</span>. La prima cosa da fare è pertanto accertarsi che chi viene morso sia in regola con le vaccinazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra malattia trasmissibile attraverso la saliva del cane è la<span style="color: #99cc00;"> rabbia</span>, anche se questa è un&#8217;evenienza piuttosto remota data l&#8217;estesa copertura vaccinale ottenuta nei cani. Il rischio riguarda ovviamente soprattutto i cani randagi ma è comunque prudente accertarsi dello stato vaccinale del cane morsicatore, anche se conosciuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I pidocchi (parte 2)</title>
		<link>https://angelocantarelli.com/i-pidocchi-parte-2/</link>
		<comments>https://angelocantarelli.com/i-pidocchi-parte-2/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2015 20:47:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Angelo Cantarelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I bambini e gli animali grandi e piccoli]]></category>
		<category><![CDATA[Pediatria]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<a href="http://angelocantarelli.com/wp-content/uploads/2015/08/pidocchi-1.jpg"><img class="alignnone wp-image-1158 size-full" src="http://angelocantarelli.com/wp-content/uploads/2015/08/pidocchi-1.jpg" alt="" width="489" height="694" /></a> <a href="http://angelocantarelli.com/wp-content/uploads/2015/08/pidocchi-3.jpg"><img class="alignnone wp-image-1159 size-full" src="http://angelocantarelli.com/wp-content/uploads/2015/08/pidocchi-3.jpg" alt="pidocchi 3" width="492" height="697" /></a> <a href="http://angelocantarelli.com/wp-content/uploads/2015/08/pidocchi-2.jpg"><img class="alignnone wp-image-1160 size-full" src="http://angelocantarelli.com/wp-content/uploads/2015/08/pidocchi-2.jpg" alt="pidocchi 2" width="492" height="694" /></a>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>I pidocchi</title>
		<link>https://angelocantarelli.com/i-pidocchi/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2015 20:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dott. Angelo Cantarelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I bambini e gli animali grandi e piccoli]]></category>
		<category><![CDATA[Pediatria]]></category>

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		<description><![CDATA[La presenza di pidocchi nei capelli non è segno di cattiva igiene. Spesso gli insetti non danno alcun segno di sé, a al massimo un po’ di prurito. Possono colpire chiunque, adulti e bambini. COSA SONO: sono piccoli insetti grigio-biancastri: vivono nei capelli e si cibano di sangue, pungendo il cuoio capelluto, dove depositano un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La presenza di pidocchi nei capelli non è segno di cattiva igiene. Spesso gli insetti non danno alcun segno di sé, a al massimo un po’ di prurito. Possono colpire chiunque, adulti e bambini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">COSA SONO:</span></strong> sono piccoli insetti grigio-biancastri: vivono nei capelli e si cibano di sangue, pungendo il cuoio capelluto, dove depositano un liquido che può provocare prurito. Si riproducono attraverso le uova, che si chiamano lendini. La femmina del pidocchio vive tre settimane e depone circa trecento uova, soprattutto, ma non solo, all’altezza della nuca e sopra e dietro le orecchie: tali uova si schiudono in  sei-nove giorni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">COME SI PRENDONO:</span></strong> la trasmissione avviene sia per contatto diretto (testa a testa) che indiretto (con lo scambio di pettini, cappelli, cuffie, salviette etc).</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>COME SI MANIFESTANO:</strong></span> silenziosi o pruriginosi, dovete cercare le lendini (più difficile trovare l’animale); le uova hanno aspetto allungato, sono traslucide, bianche o marrone chiaro, assomigliano ai pezzettini di forfora, ma, a differenza di questa sono saldamente attaccate al capello: più sono localizzate vicino al cuoio capelluto sul decorso del capello, più è facile che siano uova vive pronte a schiudersi. Può essere difficile individuarle: osservate i capelli ciocca per ciocca con l’aiuto della pettinina, che aiuta a separare i capelli. C’è bisogno di un luogo illuminato, ma non sotto luce diretta.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>COME SI CURANO:</strong></span> poiché nessuno dei prodotti in commercio garantisce la completa uccisione delle uova, queste devono essere ricercate e tolte ad una ad una dopo il trattamento. Nessun prodotto può prevenire la comparsa degli insetti. In loro assenza sono inutili continui trattamenti, comunque irritanti per il cuoio capelluto. Un uso indiscriminato di questi prodotti rischia di renderli inefficaci. Tutti i familiari e le persone venute a contatto con il bimbo che ha preso i pidocchi devono sottostare ad un controllo accurato per escludere il passaggio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">COME EVITARE DI TRASMETTERLI:</span></strong></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">non scambiare o prestare oggetti personali (pettini, cappelli, etc);</li>
<li style="text-align: justify;">non mescolare i capi di vestiario nei luoghi di aggregazione;</li>
<li style="text-align: justify;">controllare periodicamente e attentamente i capelli dei vostri bimbi, in particolare se vanno a scuola o si grattano la testa.</li>
</ul>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">QUANDO TORNARE A SCUOLA: </span></strong>dopo il trattamento ed un controllo del medico pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">COME LIBERARSI DELL&#8217;OSPITE:</span></strong></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">applicare sulla testa il prodotto antiparassitario consigliato secondo le modalità richieste;</li>
<li style="text-align: justify;">pettinare con cura ogni ciocca partendo dalla radice. Sciacquare i capelli con acqua e aceto bianco (facilita il distacco delle uova) e applicare per 30 minuti un asciugamano bagnato con la stessa soluzione;</li>
<li style="text-align: justify;">disinfettare lenzuola, abiti, peluche, e lavarli in acqua calda a 60° o a secco;</li>
<li style="text-align: justify;">lavare pettini e spazzole in acqua calda per dieci minuti o utilizzando uno shampoo antiparassitario.</li>
</ul>
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