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A proposito di certificazioni di riammissione scolastica dopo malattia: chiedete sempre al vostro Pediatra

LETTERA DEI PEDIATRI DI PARMA AL DIRETTORE DI UN EMITTENTE LOCALE (A PARMA)

Gentile Direttore

con l’inizio dell’anno scolastico 2015-2016 sono cambiate le modalità di  riammissione in comunità (nidi, materne e scuole primarie e secondarie) per i bambini e ragazzi che si assentano dalla scuola per malattia. La materia è infatti oggi normata dalla legge regionale del 16 luglio 2015 n° 9 (art.36) sulla semplificazione delle certificazioni sanitarie in materia di tutela della salute  in ambito scolastico.

Contrariamente a quella che era prassi comune che richiedeva certificazione del medico curante per la riammissione scolastica dopo più di 5 giorni di malattia, oggi questa procedura non è più necessaria se non nei casi in cui i certificati siano richiesti da misure di profilassi previste a livello internazionale e nazionale per esigenze di sanità pubblica o nel caso che i soggetti richiedenti siano tenuti alla loro presentazione in altre Regioni

Questa decisione, già assunta in precedenza da altre Regioni , ci vede come  pediatri di libera scelta  del tutto favorevoli e  le motivazioni sono molteplici.

In primo luogo gli studi scientifici sulle malattie infettive e la loro diffusione  hanno dimostrato che i periodi di massima contagiosità si hanno nella fase di incubazione e all’esordio della malattia mentre questa si riduce enormemente nella fase di convalescenza e già dopo i primi  5 giorni di malattia si riduce a livelli di compatibilità con la vita di comunità.  Per altro  i medici devono, come da obbligo di legge (Misure di profilassi per esigenze di sanità pubblica, Circolare  Ministero Sanità del 13 marzo 1998), continuare a indicare ai genitori le misure di profilassi contumaciale obbligatorie (vale a dire di astensione dalla vita di comunità) , che sono sempre in vigore , responsabilizzando di fatto le famiglie nella gestione della malattia e il suo controllo . Esemplificando al massimo nel caso di varicella il medico curante, oltre alle comuni indicazioni sulla gestione clinica della malattia, deve ricordare (come prima) al paziente e alla sua famiglia che sarà necessario un isolamento domiciliare per almeno 5 giorni dall’inizio dei sintomi. Lo stesso discorso vale per  altre malattie infettive che possono avere diversi periodi contumaciali che il medico deve fare presente alle famiglie.

Un ulteriore presidio alla diffusione delle malattie infettive è dato dall’obbligo di denuncia da parte del medico curante, prassi che consente alle autorità sanitarie di monitorarne la diffusione , compiere i dovuti controlli e avviare le adeguate misure di profilassi  se necessarie.

Tutto questo garantisce un controllo più che valido di queste patologie  e l’esperienza di questi mesi ci dimostra che nulla è cambiato per quanto concerne il livello di tutela della salute della comunità. Bisogna per altro ricordare che tale certificazioni erano richieste anche per patologie banali, che non necessitano né di denuncia né di periodo contumaciale, come banali raffreddori o forme virali febbrili di stagione se comunque determinavano assenze superiori a 5 giorni.

L’eliminazione di queste certificazioni permette  dunque uno snellimento delle procedure burocratiche che riguardano le famiglie, risparmiando  inutili appuntamenti dal medico curante quando i i problemi creati dalla malattia sono ormai sotto controllo e semplificando di conseguenza anche l’attività del medico che può dedicare più tempo e energie alla attività di cura vera e propria.

Per questi motivi riteniamo di dovere rassicurare la cittadinanza sulla giustezza di queste misure e  nello stesso tempo consigliamo i genitori di continuare a fare riferimento al proprio pediatria  per  avere consigli sempre puntuali sulla gestione delle malattie infettive dei propri bambini.

 

Roberto Sacchetti